Brochure - Ze Lage - Storia viva - La storia continua... - La teleferica

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Ringraziamo tutti coloro che ci hanno fornito le informazioni sottostanti, in particolare il signor Gerd Lazzeri di Merano.

LA TELEFERICA CAURIA - LAGHETTI

Fino al 1965 Cauria si raggiungeva soltanto a piedi, con un carro di buoi (come Bepi Berger) o a cavallo di un asino (come la postina di allora) da Laghetti sulla via Cauria o da Salorno su una mulattiera. La teleferica della Reif  fu costruita nel 1911 dal nonno di Martin Lazzeri, per trasportare il legname di Cauria  velocemente fino nel fondovalle. I tronchi venivano portati per il 50% alla segheria Giacomuzzi di Egna e una grossa parte alla segheria del Borga di Mezzolombardo. In precedenza il legname veniva tirato per la via direttissima passando dal maso Berger fino a Laghetti da un paio di buoi. I tronchi avevano tutti una lunghezza di 8 metri. Questa misura fu mantenuta anche per il trasporto in teleferica. La strada dal maso Giacomuzzi fu costruita per poter accedere alla stazione a monte della teleferica.

 

Foto: Il paese di Laghetti fotografato dalla teleferica

Foto: Stazione a monte Cauria

DATI TECNICI

La teleferica, chiamata „la Mericana“ aveva due funi portanti fisse e una fune traente e funzionavo con un contrappeso. Per questo c’erano sempre tre carichi di tronchi sulla teleferica. Quando un carico arrivava a Laghetti a Cauria era arrivato il materiale per il fissaggio e per l‘ancoraggio, le carrucole e spesso anche delle casse con dei viveri o altri beni per gli abitanti del paese. Seguivano poi i preparativi per un nuovo trasporto. Il responsabile  era a Cauria, il frenatore solitamente era il "Neinzger". Con l’aiuto di due volanti apriva e bloccava i freni. Era talmente abile nel suo mestiere che sentiva dal sibilare delle funi quando il carico era all’altezza dei tralicci. Era il momento di rallentare la corsa per evitare di perdere il carico.
In estate la teleferica non veniva usata. Qualche volta c‘era però bisogno di rifornire il paese di Cauria con dei viveri o altro. Così c’erano sempre pronti tre tronchi che dovevano fare da contrappeso.
Questo sistema di trasporto rimase attivo fino al 1951. Con la costruzione della centrale di San Floriano furono realizzate varie infrastrutture a Cauria. Per il trasporto di acciaio, cemento, tubi e cavi ci voleva più forza. Per questo motivo la teleferica fu modernizzata con un motore Diesel.

Foto: Stazione a valle Laghetti

Erano i Caurieri a comandare la teleferica, ma anche a Laghetti ci volevano degli operai, dovevano essere almeno tre (Luis Bortolotti, Luis Lazzeri, Luigi Zanot, Carlo Zanot e altri se c’era bisogno).
In valle il legname veniva trasportato dai fratelli Karl e Sigmund Stimpfl, Franz Atz del Klösterle e in parte anche da Luis Veronesi e Vittorio Decarli.
Nel 1965 la teleferica venne smontata, dopo che era stata realizzata la nuova strada per Cauria.

Foto: Stazione a monte Cauria

Foto: Karl Stimpfl con carico di legna

ANEDDOTI

Nel 1948, la 'Madonna Pellegrina' riuscì a raggiungere Cauria tramite la teleferica. Tutti i fedeli di Laghetti si radunarono insieme a Don Tecini alla stazione a valle per salutarla.

Moidl Lazzeri e sua figlia Christine Stimpfl utilizzavano la teleferica per andare a trovare i parenti a Cauria.

Una volta i Lagheri vollero mandare a Cauria diverse damigiane di grappa. Una soffiata fece arrivare la Guardia di Finanza, che bloccò la teleferica in modo da fare in tempo a recarsi a Cauria e confiscare il tutto. Quando arrivò il carico, della grappa era rimasto solo l’odore. In un punto basso del tragitto i lavoratori avevano spaccato tutte le damigiane. Così nessuno poté essere denunciato.

Luis Bortolotti un giorno salì in teleferica per raggiungere Cauria e fu sorpreso da un brutto temporale; un fulmine lo sfiorò, ma se la cavò con un grosso spavento.

Foto: La 'Madonna Pellegrina'

ALTRE TELEFERICHE

Negli anni '50, durante il periodo di crescita economica dopo la fine della guerra, il legname da costruzione era molto richiesto e veniva ben pagato. Il legno di Cauria veniva trasportato a valle tramite tre ulteriori funivie.
La funivia Giacomuzzi partiva sopra Kerschbaum, attraversava la val del Lauco fino al maso Crozol e conduceva alla stazione a valle di Carnedo.
In quegli anni si lavorava anche sulla Madrutt. Per questo vennero installate due ulteriori funivie: una attraversava la parete della Madrutt fino a San Floriano, l'altra si trovava più a sud lungo la parete fino al 'Second Dos' sopra Via dei Pini. Queste funivie servivano esclusivamente al trasporto di tronchi e vennero presto smontate.
Un'altra funivia trasportava i tronchi dalla valle dell'Anguila (presso le 'Partisanen-Cuflen') a San Floriano.

 

Foto: La teleferica di San Floriano

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